venerdì, 30 novembre 2007
Quando si ritirano
le acque dal tuo volto
e solo la notte ti vede
alla sua fine,
si interrompono i fischi
e tace la comune delle bestie.
Chi ti ha visto così,
sospeso l’espirare e l’inspirare
delle terre, ritorna
alle piccole case,
accende fuochi, traccia
costellazioni sui fondi del tempo
e aspetta che la morte
diradi dal suo cuore,
di ricordarsi l’ora
fra la notte e la sua fine, in cui appari.
Daniele Piccini
piccini
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venerdì, 30 novembre 2007
Non ti ho tenuta in me
più che il fiume l’albero della riva;
io, passando, t’ero sempre nell’anima;
tu, sempre nella mia, non venivi mai via.
Bastava un cielo cieco, un po di vento,
perché sparissi tu dalla mia vita.
Juan Ramón Jiménez
jimenez
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venerdì, 26 ottobre 2007
Potrai trovarmi
C'è un'altra vita
dietro questa folle corsa
di solitudini,
dietro questo simulacro
di abbracci teneri.
Ci deve essere.
Il senso non sta
nel fulgore dei petali,
ma nel vento
che li trascina
nei secoli,
essenza
che nulla ha,
e nulla brama.
Tra cent'anni,
potrai trovarmi
in un'onda,
lontana dalla mia tomba:
non sarò
che pura essenza,
abbandono senza più
distacchi.
Carlo Bramanti
bramanti
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venerdì, 19 ottobre 2007
Nel dubbio
Questo giorno d’ottobre ha iniziato
col sorriso stranito
di chi ritorna in città
da un viaggio, e gli sembra mutata,
di più misera apparenza,
le vie più strette. Possibile!
In così breve assenza! Sarà
che la stanchezza gli mette
malumore nell’animo, o che l’animo
non è desto del tutto.
Se almeno il sole sciogliesse
la foschia... Come il viso d’un fratello
che da lontano s’è riconosciuto
schiara tutta la via...
Sarebbe bello accadesse.
Nel dubbio, consideriamolo accaduto.
Fernanda Romagnoli
varius
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venerdì, 19 ottobre 2007
Disincanto
Non mi manchi tu: mi manca un bacio.
Il gesto di una mano intenta a dire
le cose, le sue dita intirizzite, dritte.
Una voce sonora, che riempie
la stanza dov’è e quella accanto.
Una mano fresca sulla pancia,
qualcuno che mi afferri il grembo
e me lo tenga stretto.
Due labbra sulla tempia,
un fiato caldo sulla palpebra,
un ragno che corre
per la schiena, tra le scapole
e lungo la spina dorsale.
Paola Loreto
varius
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venerdì, 19 ottobre 2007
Meteora
Una donna che non ho mai visto prima
esce dall’ombra dell’uscio di casa
in quel culmine del tempo in cui è così
bella da svanire presto, o lei o il tempo.
A cosa serve giurare che mentre infila
i guanti un corteo invisibile di amorini
tripudia dall’architrave? Che il sole, stordito,
dimentica, confuso, di girare?
Eppure niente cambia mentre i piedi
perfetti ticchettano lungo il vialetto,
segnando le stazioni del suo corpo,
come mappa i paesi dell’aria una frusta.
Richard Wilbur
varius
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